Halloween napoletano: Capuzzelle e cucozze

Altro che Halloween tutto spiriti, folletti e fate. In quanto a paura Napoli e la Campania sono ben messe. Halloween, che nell’alntica linqua celtica All Hallow’s Eve  significa veglia di Ognissanti,  il cosidetto giorno di Samain, che coincideva con l’inizio del lungo e rigido periodo invernale e che, sempre secondo la leggenda, durante questa notte il mondo dei vivi e quello dei morti si mescolavano, vivendo insieme in armonia tra musica e canti.

Poco, dunque, o nulla a  a che vedere con le nostre tradizioni. Nonostante ciò la festa di Halloween è diventata un momento di svago goliardico e di burla ed ha preso piede anche in Italia diventando una sorta di secondo carnevale.

Se i bambini mascherati che vanno in giro al grido di Dolcetto o Scherzetto sono, per fortuna, ancora pochi ha preso piede negli ultimi anni la moda degli addobbi macabri e spettrali e delle feste in maschera.

E poi c’è lei: la zucca (‘a cucozza).  Giusto per rimanere in tema di leggende e storie di paura, mentre nelle zucche si intaglia il volto di Jack o’lantern che sfidò, inutilmente,  il Diavolo, ricordiamo le leggende di casa nostra, quelle campane che ci appartengono per tradizione e che, diciamolo, non sono meno inquietanti di quelle oltremanica e oltreoceano.

Si parte dalle streghe (janare) beneventane e dei loro sabba fatti di orge diaboliche e riti blasfemi sotto l’albero di noci di San Barbato.

 

Ma ci sono loro: le capuzzelle (teschi). Teschi, scheletri e ossa. Tante ossa raccolte in mucchi con sopra candele che rendono tutto ancora più spettrale.  Stiamo parlando Cimitero delle Fontanelle di Napoli, nel quartiere Sanità. Qui ogni capuzzella ha la sua storia, ed ognuna di loro, anime purganti, è stata “adottata” dal popolo napoletano.

Ci sono poi leggende, legate ai palazzi, ai vicoli e addirittura ai sotterranei, come la leggenda del Munaciello, uno spiritello molesto e malandrino che, a seconda di antipatia o simpatia, provocava sgarbi o favori ai poveri malcapitati.

E che dire dei palazzi dove ancora oggi c’è chi giura di essere stato testimone, almeno una volta, di eventi e presenze soprannaturali. Specialmente di spiriti di amanti sfortunati che si divertono a sbattere porte e vetri.

Dopo queste pillole di “brividi” vi invitiamo a raccontarci, qui nei commenti, la vostra leggenda.

Intanto, tornando alla cucozza vi regaliamo il nostro menù di Halloween

Antipasti:
Zucca fritta al rosmarino
Fritto di fiori e mozzarella

Primi
Torciglioni in crema di zucca
Gnocchi di zucca e ricci di mare

Secondi:
Timballo di zucca ai formaggi
Fiori di zucca imbottiti

Dolce:
Torta di zucca

 

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