Sono una capitale, sono la democrazia, sono Istanbul

Sono una capitale:

la capitale di una democrazia, di una Repubblica democratica. Il 15 luglio 2016 ho assistito all’ennesimo golpe della mia storia, si pensa organizzato dal Fethullah Gülen, da anni in esilio volontario negli Stati Uniti, in collaborazione con alcuni membri del Danistay.

Sono la democrazia

che all’indomani del golpe ha visto 300 morti, 2839 feriti e 3000 dipendenti statali rimossi dai loro incarichi. Sono la democrazia che chiede la reintroduzione della pena capitale contro i golpisti. Sono una democrazia?

Sono musulmana

L’Islam non è solo una religione ma il fulcro della vita culturale e politica. È così dagli anni quaranta e con l’avvento del partito religioso Refah, al potere questo aspetto si è radicalizzato. Ho vissuto anzi rivissuto una breve parentesi laica con il golpe del ’97. Ma il partito che oggi è al potere altro non è che l’ala moderata del Refah.

Un tempo però sono stata laica. Dal 1923 al 1938. Ataturk mi rese capitale di una Repubblica democratica, la prima Repubblica democratica turca e mi rese laica e occidentale. Niente scuole religiose, niente religione in politica. No ai tribunali religiosi. No all’insegnamento obbligatorio dell’arabo. No al turbante e alla barba. Si alla vendita di bevande alcoliche fino ad allora vietate. Ataturk guardava all’occidente facendo tuttavia uso dei metodi cari al despotismo asiatico, di cui fecero le spese le opposizioni politiche e i Curdi.

Prima di essere capitale di una Repubblica sono stata capitale di un Impero:
Sono Istanbul

Istanbul – Santa Sofia

l’Impero  ottomano di Maometto II che mi conquistò nel 1453, quando il mio nome era ancora Costantinopoli, ero cristiana e per sessant’anni dal 1204 al 1261 ero stata capitale dell’Impero latino e posta sotto il dominio dei crociati. Ero cristiana  da secoli: dal 330 d.C, quando l’ imperatore bizantino  Costantino mi diede il suo nome e mi nominò capitale dell’ Impero romano d’oriente. Mi ribattezzò nova Roma e mi diede un palazzo imperiale, un foro e un ippodromo. Un secolo dopo Teodosio II mi circondò di possenti mura e con Giustiniano ho visto nascere il fondamento del diritto occidentale: il Corpus Iuris Civilis. Testimone della mia fede cristiana  ed emblema della mia conversione all’Islam è  Santa Sofia, moschea nata dalla più celebre basilica cristiana dell’antichità. Ma ancor prima di essere cristiana e romana sono stata pagana e greca. Sono stata fondata dai Greci e il mio nome era allora Bisanzio.

Sono stata la culla di tre civiltà:

greca, romana e araba. Ho professato tre religioni: pagana, cristiana e mussulmana.

Sono millenni di storia. Sono stata capitale di Imperi e Repubbliche.

Sono millenni di storia. I miei monumenti li raccontano tutti: da Santa Sofia alla moschea blu, dalla cisterna basilica alla torre galata alla moschea di Solimano, da palazzo Dolmabahce a palazzo Topkapi. Sono nel sorriso e sulla guancia dell’amata di Nazim Hikmet che mi canta nei suoi versi. Nelle righe di Orhan Pamuk sono  la città malinconica, il ponte fra le due rive del Bosforo, correlativo oggettivo dell’incontro fra le mie culture.

Io sono tutto questo: io sono Istanbul.

Maria Rosaria Pianese