Solo perchè donne

Siamo donne. Sono Eva la causa del peccato. Sono Pandora che ha fatto riversare nel mondo dal suo vaso tutti i mali, lasciando come  unico rimedio solo la speranza. Sono Elena che ha fatto scoppiare la guerra di Troia. Sono la strega arsa sul rogo.

Ho visto i miei diritti nascere con le Suffraggette in Inghilterra e con Olympe de Gouges e la sua Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. Ho visto i miei diritti diffondersi con i vari movimenti femministi nel cosiddetto mondo sviluppato. Solo perchè donne

Nell’altra  parte del mondo io non posso ancora andare a scuola, guidare, votare scegliere il mio futuro marito. Da italiana ho votato per la prima volta solo nel 1946, trentaquattro anni dopo il primo suffragio universale maschile. Sempre da italiana il 22 maggio 1978 mi viene riconosciuto il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza e il 24 marzo del 1996 viene riconosciuta la parità tra sessi che ancora oggi, nel 2016 è in gran parte viva solo tra le righe di quella legge.

Il mio diritto ad essere madre implica spesso la fine della mia carriera lavorativa. A parità di ruoli, rispetto ad un uomo il mio stipendio è più basso. In minoranza in politica, come nei ruoli dirigenziali e nei posti di potere. E se mai  tali ruoli li occupo, più che per  meriti, li occupo per aver ceduto a lusinghe. Molti lo dicono. E tra quelli che non lo dicono, moltissimi lo pensano.

Eppure sono io la madre di questa società  talvolta così sessista, maschilista e misogina. Partorisco io questi uomini che picchiano, stuprano e uccidono le loro fidanzate, le loro compagne, le loro mogli.

Già, ma la colpa è  mia se mi uccidono o mi picchiano.Ho risposto male. Ho alzato il tono. Comunque non mi sono comportata come avrei dovuto. Come conviene ad una buona madre e moglie di famiglia. E se mi stuprano è per la mia gonna troppo corta, i miei abiti succinti. Sono stata io a provocare sempre e comunque.

E il sesso?È “roba da uomini”. Se poi lascio cadere i tabù e mi libero dalle regole imposte dalla morale comune o religiosa e dal falso perbenismo bigotto, pago un duro prezzo.Sono una poco di buono. Tutti possono mettermi alla gogna, perché devo vergognarmi del mio comportamento, finché mi esasperano, finché non resisto più, finché decido di porre fine a tutto questo e mi ammazzo. Mi ammazzano. Ed è quella la fine che merito. Ancora una volta me la sono cercata. Dicono anche questo. Arrivano fino a questo punto e ti uccidono due volte. Ammazzano il tuo corpo e la tua dignità.

E questa è la stessa società  che l’8 marzo  mi regala le profumatissime mimose e che il 25  novembre piange per avermi picchiato, stuprato e ucciso. Uccisa solo in Italia, nel solo 2016, cento sedici volte. Le giornate commemorative da sole non bastano. Come non bastano le leggi per tutelarmi.Sono un passo avanti nella difficile lotta per l’acquisizione dei miei diritti, ma non bastano. Da sole non bastano.È necessario diventar madri di figli che rispettino l’altro a prescindere dal sesso. Madri di figli che non usino più violenza contro di noi che “siamo state amate e odiate, adorate e rinnegate, baciate e uccise solo perché donne“.

Maria Rosaria Pianese

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