#TeverolaCityTelling, al “Bar Centrale”

Stefano, 27 anni laureato.  Davanti a lui i gomiti appoggiati sul banco di Gaetano suo amico da sempre.

Procedo verso la cassa mentre Stefano ammicca amichevolmente continuando a discorrere; si rivolge al barista, un cenno della mano e un caffè viene servito per me.

La voce di Stefano è pacata e non smorza il dialogo al mio arrivo.

Stefano prosegue seguendo con gli occhi lo sguardo dell’amico:<<…i giovani sono disorientati, la politica risponde con i voucher al posto di nuovi contratti a tempo indeterminato; i senatori premono sulla riforma della legge elettorale invece di dare spazio ad altre priorità popolari e della nazione  per il quale hanno giurato di servire.>>

Gaetano:<<Si è vero! Nel nome della  responsabilità  collettiva….si è oramai creato un abisso tra la cosidetta  “classe politica” e il popolo. Eh già! Tanti privilegi per se stessi e loro eredi e un futuro quanto mai incerto per noi. Mi domando dove andremo a finire…>>

Stefano:<<Le nuove generazioni non sono disinteressate alla politica quando gli ideali di ogni colore concorrono al bene di tutti. D’altra parte così è nata la nostra Costituzione; lo stesso popolo si è reso garante della sua inviolabilità manifestando la propria volontà nell’ultimo Referendum. Siamo bensì allergici ai continui scandali che con estrema disinvoltura continuano ad essere annunciati, denunciati e archiviati!>>

Gaetano:<<…non dimentichiamoci poi dei Presidenti del Consiglio che dopo essere dimissionari, ricuciono in fretta vecchie alleanze con forze di opposizione!>>

Stefano:<< Eh  già! E mentre loro tessono reti per garantirsi un futuro agiato, noi qui laureati, tra master e curriculum vitae …. ancora a spasso!>>

Gaetano:<<Si, conosco i tuoi sacrifici!! Me ne hai parlato spesso e in quanto tuo amico chi più di me può saperlo! Ma ti confesso che fino ad ora non ti ho mai visto così pessimista. Trovo che sia penalizzante questa tua vena di cupismo.  Penso che uscendo dagli stereotipi schemi legati alle generazioni passate e allo stallo nel quale i nostri governi ci hanno portato, potremmo crescere se riuscissimo a dar spazio alla nostra potenziale creatività.

Però per costruire urge l’unione  di persone protese verso obiettivi misurabili,  unite per raggiungere insieme ogni tappa e così crescere nell’esperienza e nella professionalità…

Stefano, non guardarmi come se avessi scoperto il vaso di Pandora! Sto parlando delle Associazioni nel quale i giovani trovano un luogo per far sentire la propria voce, uno spazio per dar forma e concretezza alle proprie idee che da sempre interessano e servono la collettività! Il dono della creatività e dell’impegno personale che si trasforma in lavoro per la comunità!>>

 Stefano:<<Si, hai ragione! È una strada percorribile! Le Associazioni sono dei potenziali laboratori e fucine di progetti per lo sviluppo sociale. Ho visto in questi anni un territorio nel quale hanno preso vita spazi prima inutilizzati, giardini, attività ricreative e post – scolastiche, nuove associazioni pronte a mettersi in gioco, rivendicando il diritto all’impegno, al lavoro quale sacrosanto diritto imprescindibile per rivendicare la propria dignità di uomini.>>

Gaetano:<<certamente! E …..tutto costruito sui valori della solidarietà, la mutua condivisione e partecipazione.>>

Stefano:<<Grazie Gaetano per questa chiacchierata.>>

Entrambi mi salutano e con nuovo entusiasmo lasciano il bar.