#TeverolArtContest, Alessia Barbato, la disegnatrice “nascosta”

TEVEROLA – Spesso nelle piccole realtà  è  difficile scoprire chi si diletta  nelle belle arti.  A  dire il vero non  è stato facile trovare un talento come quello della giovanissima disegnatrice teverolese  Alessia Barbato, sedicenne, studentessa del Liceo Artistico Luca Giordano di Aversa.

Alessia,  nonostante la giovane età,  disegna  maggiormente a matita, a pennarello o acquarello, utilizzando anche svariate tecniche come il Coffee painting  il cui principale colorante è  il caffè o il thè.

I suoi  lavori sono impostati sulla fantasiosa rappresentazione astratta del visibile esteriore ed interiore, ritratti, paesaggi, tutti lavori frutto di un estro prodotto dalla capacità interrazionale della giovane artista con il suo vissuto della realtà circostante.

Alessia si affaccia su un mondo pittorico da poliedrici punti di vista. Considerando la giovane età tuttavia bisogna incoraggiare tutte le passioni e, nello specifico, il coraggioso impiego di originali tecniche pittoriche dal “gusto” tipicamente innovativo, proprio in quelle comunità come la nostra le cui arti sono poco rappresentate e poco valorizzate.

 

Parlaci di te.

Non amo parlare di me, è una cosa che non mi riesce mai bene. Sono caratterialmente timida ed introversa. Come tutti i ragazzi della mia età ho molti sogni nel cassetto, sono una persona curiosa, mi piace osservare quello che mi circonda e scoprire nuove cose. Mi ritengo abbastanza determinata, se mi pongo un obbiettivo cerco in tutti i modi di raggiungerlo. In più sono molto disordinata, ma è proprio nel caos che riesco a trovare la mia tranquillità.

Dicci la tua definizione di arte e come convivi con essa.

Arte per me è tutto quello che ti lascia senza fiato, tutto ciò che gli occhi vedono bello, adrenalina, felicità, è quello che ti fa sentire vivo. Secondo me non deve e non può essere criticata o addirittura capita, devi solo sentirla, deve arrivare al cuore. L’arte deve farti provare delle emozioni positive o negative che siano. Ogni volta che disegno mi sembra di attraversare vari stadi, tra le varie fasi c’è sempre quella del buio totale dove tutto ciò che è stato fatto sembri stato fatto in modo sbagliato. Credo che ogni disegnatore provi queste sensazioni, poi inizio ad essere felice quando comincio ad ”interagire” con il mio disegno. Quando quello che è sul foglio sembri prendere vita.

Come arrivi al disegno. E cosa comporta

Non sempre arrivo al disegno, molte volte è il disegno che arriva a me. Varie persone mi chiedono “perché scegli di disegnare proprio questo volto?” In realtà non ho una vera risposta a questo; disegno i soggetti che più mi incuriosiscono, quelli che dietro ad un’ espressione nascondono tanto. È come se entrassi in contatto con la loro anima e sentissi il bisogno di rappresentare sulla carta le loro emozioni.

Progetti futuri

In verità mi sento ancora piccola per fare progetti sul mio futuro, se ci penso mi vengono in mente tante macchie sfocate di diverso colore. Studio architettura, mi incuriosisce molto il fatto di poter creare qualcosa e metterlo a disposizione della gente, definire spazi vuoti dove poi delle persone potrebbero viverci, disegnare qualcosa di nuovo, di mai visto o immaginato prima contrapponendo forme basilari … mi piacerebbe che tutto questo facesse parte del mio futuro, ma mancano ancora troppi tasselli per poterlo confermare.

Ci sono storie o favole legate ai tuoi disegni

Disegno da sempre, non c’è stata un’età in cui ho iniziato, l’ho sempre fatto. Le favole, soprattutto quando ero più piccola hanno condizionato molto i miei disegni. Mi piaceva riprodurre le immagini che c’erano sui libri e cercavo di crearne dei nuovi, immedesimandomi nei personaggi e in ciò che facevano, erano una specie di fumetti e tutte le volte mi chiedevo se un giorno qualcuno fosse interessato a guardarli. A distanza di anni poi, mi sono data da sola una risposta.

Hai altre passioni oltre al disegno

Tutti secondo me abbiamo delle passioni. Diciamo che il disegno è quella più persistente. L’arte la definisco una mia passione. Arte intesa come natura, buon cibo, buona compagnia, l’attività fisica, lo sport, le diverse città, la musica, tutto questo per me è arte e tutte queste sono mie passioni.

Quanto, secondo te, l’arte e il territorio in cui viviamo sono importanti per un disegnatore, per creare il proprio universo cognitivo e creativo?

L’arte e il territorio in cui viviamo sono molto importanti per un disegnatore. Noi siamo chi siamo grazie a quello che abbiamo intorno, grazie alle nostre radici e alla nostra cultura. Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio che è ricco d’arte. Nelle nostre zone ci sono molti monumenti storici, c’è arte ovunque, in strada, alle pareti, a terra.

Senti che l’arte del disegno venga tutelata abbastanza nelle nostre realtà

Purtroppo l’arte del disegno secondo me non viene tutelata affatto.

Quale dei tuoi disegni parla di te

Le mie opere le considero miei figli, sono io che gli do vita e qualsiasi mamma ad una domanda simile risponderebbe che i figli “sono tutti uguali”. Non c’è un solo disegno che parla di me, in ognuno lascio un pezzetto della mia anima.

Si può fare di più per i talenti locali

Si potrebbe fare molto di più per i talenti locali. Appartengo ad una generazione che definita quella dei nativi digitali. Considerata svogliata da molti adulti, attenti al nulla, poco predisposta allo studio e povera di valori fondamentali. Da giovane credo che noi ragazzi abbiamo tanto da dare al mondo, ma spetta anche ai grandi insegnarci e incitarci a tirare fuori i nost