L’artistico di Aversa partecipa al “certamen vichiano”

AVERSA – È la prima volta che un liceo aversano partecipa al Premio filosofico “Giambattista Vico“. Quest’anno il Liceo artistico, diretto da Carlo Guarino e nello specifico alcuni allievi delle classi IV A , V A, IV C e V A, guidati dal prof. Vitale Pasquale, hanno deciso di mettersi in gioco e di prendere parte, presso la sede della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi Federico II di Napoli, alle lezioni sulla ” Vita scritta da se medesimo” del già menzionato filosofo napoletano.
Ben 20 scuole e 406 studenti ,provenienti da tutta Italia ,hanno avuto modo di assistere alle relazioni tenute da professori di calibro internazionale, che hanno illustrato ,esaustivamente, l’universo culturale di Giambattista Vico. Interessanti sono state anche le installazioni artistiche da parte di scenografi e videomaker, che hanno suscitato notevole interesse e curiosità negli astanti. Al termine del ciclo seminariale, gli studenti hanno redatto un commento di un passo tratto dall’Autobiografia, tra quelli analizzati dai relatori. La tenacia dei discenti ha contribuito alla riuscita di un’ interessante quanto formativa esperienza didattica e alla maturazione di un grande insegnamento sul ruolo della scienza e della storia. Vico, infatti, illustra il suo pensiero paragonando la Natura a un corpo vivente e il moderno fisico a un suo anatomista. Come la dissezione di in corpo avviene privandolo della vita , così il fisico galileiano sezionando la Natura la priva della sua verità. Del resto dividere non si dice , forse, anche minuere? E minuere non significa “privare qualcosa della sua realtà”? Se non può esservi scienza della natura , tanto meno, in base al principio del verum et factum convertuntur, può esservi scienza di Dio. Saltano ,così, i due pilastri sui quali la metafisica cartesiana aveva cercato di fondare la scienza moderna e passa l’idea per cui l’uomo ha la possibilità di conoscere scientificamente la Storia , potendone vedere il contenuto dall’interno stesso del facere che l’ha prodotto.