Al Liceo artistico di Aversa, la filosofia medievale la spiegano i ragazzi

AVERSA – Non è sempre facile per uno studente ma anche per un lettore di buona cultura, avere sempre chiari i concetti e le funzioni della filosofia medievale, mentre spesso risultano poco chiari anche il significato preciso di termini che possiamo definire tecnici. La maggiore difficoltà oltre ai contenuti dottrinali, è senz’altro legata alla lingua latina, che resta ancor oggi la chiave di accesso principale per poter leggere correttamente questo periodo. Per superare queste difficoltà è necessaria una lettura che sia di carattere generale, in cui risulti chiaro, attraverso un linguaggio espositivo semplice ma rispettoso, il pensiero di tutti questi illustri studiosi.

Il volume curato dal Professor Pasquale Vitale ed organizzato dai suoi talentuosi studenti della IV A del Liceo artistico di Aversa ,  rappresenta un nuovo approccio alla lettura del Medioevo. Esso delinea in modo chiaro e schematico il percorso intrapreso dai vari maestri, illustrandone la personalità e la specificità. Nell’analisi qui condotta, traspaiono inoltre in modo sorprendente ed accattivante, le capacità di questi intellettuali di realizzare un discorso produttivo e fecondo attraverso il quale cercavano di trasmettere le loro opere ed il loro pensiero. Perché trasmettere, non dimentichiamolo, era lo scopo principale del maestro. Ciò naturalmente poteva avvenire in vari modi, attraverso il commento, lo studio e la trascrizione delle opere in un monastero oppure la lectio universitaria.

Anche oggi lo scopo principale della nostra società, pur in termini diversificati e con altri mezzi (che possono essere incarnati per esempio dal cinema o da internet) è la trasmissione. E pur se essa avviene ormai sempre più spesso attraverso le nuove tecnologie, è la scuola che resta sempre la piattaforma principale della trasmissione del sapere, all’interno della quale si realizzano e maturano gli intenti ed il percorso del nostro intelletto e della nostra coscienza.