Il “viaggio” …

Continua il viaggio del progetto #StoryTelling. Il progetto, lo ricordiamo, con una serie di interviste ai nuovi soggetti politici, è alla ricerca di nuovi sistemi valoriali, etici e di azione sociale. Raccontiamo e con l’uso di queste procedure narrative abbiamo semplificato il “politichese”, laddove ce n’era bisogno, al fine di promuovere meglio valori e idee. Abbiamo accennato che il viaggio continua e quindi… quale viaggio se non quello che fa sognare tutti: vi portiamo negli States con: Crescenzo Salve e Michele Cipriano.

“La nostra amicizia è nata per caso; io indigeno, lui emigrante stabilitosi qui per scelta, entrambi uniti dallo stesso interesse “vivere la nostra città” …

Anni fa rafforzammo il nostro legame in occasione di un viaggio negli Stati Uniti. (Una meta ambita da tanti, ma pochi hanno la fortuna di visitarla). Ad organizzare il tutto fu un conoscente amante dei viaggi ed in particolare delle “avventure”. Stilammo, insieme ad un folto numero di “compagni di viaggio”, un programma nei minimi particolari: date, orari, mezzi, città da visitare… tutto fu minuziosamente previsto. Ci imbarcammo   a Fiumicino, direzione Las Vegas.

“L’America è vicina” esclamò uno dei tanti. Effettivamente eravamo tutti a bordo. Qualcuno mascherava benissimo la paura dell’aereo, altri si divertivano a guardarli e, a mò di gita scolastica, il viaggio si svolse nel migliore dei modi. Dopo ore, finalmente a terra. Solcavamo l’altro mondo.

Dopo qualche ora si iniziarono a formare dei gruppi per visitare le cose di maggiore interesse. La prima sera usci il primo gruppo che si avvio verso il piazzale parcheggio dove li attendeva una macchina con autista. Saliti a bordo l’autista chiese la destinazione il più giovane del gruppo con cartina alla mano gli rispose “parti pure, ti diciamo man mano”

L’autista un po’ sorpreso ingranò la prima e partì senza una meta, arrivati al primo incrocio il più grande dei tre disse “gira a sinistra”, l’autista eseguì l’ordine e si trovarono in un quartiere pieno di negozi lussuosi, illuminati a giorno con luci variopinte e psichedeliche, dopo poco il più vivace disse “al semaforo gira a destra”, arrivati al semaforo il più riservato disse “è meglio girare a sinistra”, mentre l’autista si accingeva a girare a sinistra, il più discreto “va diritto”… l’autista un po’ scocciato proseguì diritto, si  ritrovarono sulla Las Vegas Strip…  a questo punto la circostanza condizionò il più giovane che disse all’autista “frena, io scendo un attimo… aspettatemi”. Più tardi,  sentirono delle urla e un gruppo di gente, dopo qualche minuto il ragazzo rientrò   infuriato: aveva perso al gioco.

Rientrato in auto il ragazzo disse “all’incrocio gira a destra” l’autista istantaneamente svoltò e tutti si ritrovarono in un rione equivoco, case sconce, signore di facili costumi ad ogni angolo di strada, mendicanti, barboni su panchine. Di botto il più vivace del gruppo disse “perché hai detto di girare a destra? Dovevamo girare a sinistra, hai sbagliato” il ragazzo sentendosi urtato da quelle parole disse “chi credi di essere sei tu che ti sbagli, alla prima giriamo a sinistra”, l’autista, non sentendosi sicuro in quel rione, decise di ascoltare il ragazzo e girò a sinistra, dopo poche centinaia di metri si resero conto che si stavano allontanando dalla zona di loro interesse “visto? Ci siamo persi” esplose con voce grossa il ragazzo.

“La colpa è  tua” disse il vivace al ragazzo, “te lo avevo detto che dovevamo girare a sinistra”, allora il più vivace esclamò “siete degli sciocchi, così facendo non visiteremo più niente” da lì in poi iniziò una discussione su chi avesse ragione e chi torto: una controversia che durò finché non si resero conto che era passata un’intera notte e non avevano visitato un bel niente.

La sera successiva l’auto con autista era parcheggiata nella solita piazzola in attesa di un altro gruppo di amici. Dopo poco l’autista intravide nella poca illuminazione dello slargo quattro sagome, man mano che si avvicinavano notò che erano vestiti con cura e classe, ma tra il gruppo vi era uno che si distingueva per  fastosità  e lusso, sembrava un “magnate”, l’autista con cortesia  li salutò e gli chiese la loro destinazione; uno dei tre si girò ad incrociare lo sguardo con il magnate, il quale con un cenno lo autorizzò a parlare: “le dirò io la destinazione, al primo incrocio giri a sinistra” l’autista esclamò nella sua mente: “un’altra nottata di ….” , ma era il suo mestiere  ingranò la marcia e via, memore dell’esperienza della notte precedente.

Partì un po’ scoraggiato, arrivato all’incrocio girò  a sinistra come indicato dal passeggero. Nel frattempo l’autista notò qualcosa di strano, i passeggeri erano educati, rispettosi, silenziosi tranne se autorizzati dal magnate, percepiva un’atmosfera calma, di tranquillità, di ordine, di certezza, i quattro, molto sicuri di sé, trasmettevano quella sicurezza di un viaggio di serenità, in effetti, seguendo le loro indicazioni tutti fecero un piacevole giro della città scoprendo luoghi che nemmeno l’autista aveva mai visto: rioni fantastici, piazze con fontane, biblioteche, parchi, viali illuminati con giochi di luce e bellezze di ogni tipo.

Nel frattempo l’autista,  rallentò e disse: “sapete è da tempo che cercavo tutto questo e non ho mai capito perché prima non c’era”, nessuno dei quattro rispose, tranne il volto compiaciuto del magnate il quale, sempre con un cenno, autorizzò il più piccolo a parlare: vede quel palazzo alto di colore giallo? Siamo giunti a destinazione” l’autista si arrestò davanti al portone, i quattro scesero, pagarono, sorrisero e varcarono il portale.”