L’insostenibile leggerezza del potere!

Crescenzo Salve e Michele Cipriano  che hanno ispirato uno dei nostri racconti on the road… 

«Anche la nostra avventura, come succede nelle migliori storie, per rimanere in tema di #StoryTelling,  inizia con c’era una volta…Infatti c’era una volta – ma non troppo tempo fa – “Progetto civico”. Dopo la sconfitta delle ultime elezioni è normale che ci sia una fase di transizione e di riflessione della propria identità e dei propri disegni futuri. Detto ciò, non abbiamo condiviso il ritiro sull’Aventino che è stato deciso dai nostri “compagni di viaggio”, eletti alla “NON” opposizione; ma è cronaca dell’inerzia di tutta l’amministrazione comunale in particolare il “silenzio” dell’opposizione che faceva presagire un qualcosa di “anomalo».

«Accordi? Promesse? Interessi? Non sappiamo,  anzi,  per nostra scelta non  ci “interessa”.  La cosa più eclatante è stata quando ci è stato proposto di “rimescolare le carte” e partire da zero, buttare all’aria un percorso di 20 anni per favorire sempre il “i soliti noti”.

Con questo preambolo continua il “viaggio” del progetto #StoryTelling. In questa tappa riportiamo la nostra chiacchierata con Crescenzo Salve e Michele Cipriano, i “due” che hanno voluto rompere con il passato e in particolare con una visione a “senso unico” del gruppo capeggiato da Biagio Lusini. Solitari hanno iniziato a “ricostruire” quello che si voleva distruggere con la solita mania di protagonismo, di chiusura all’evoluzione della società, alla metamorfosi di una realtà che reclama di più e non “sempre” meno.

Fuori dagli schemi hanno saputo contrapporsi alle regole imposte da una gestione “personalistica” della politica cittadina, non sono stati fermi, ma sempre attenti alle vicissitudini di una maggioranza “precaria” ed una minoranza (?) diventata maggioranza con la loro serenità, e proprio del “pace” Salve ci dice: «Non siamo stati eletti, ma siamo stati gli unici – fuori dal Consiglio – a fare una opposizione dura e molto seria sui contenuti che sono stati portati avanti. Abbiamo messo in evidenza le contraddizioni contenute nei provvedimenti adottati, le differenze tra i due gruppi al “potere” (ovvero solo gli amici di crostata), le promesse “grandiose” contenute nel programma elettorale e le utopie per realizzarle. Si parlava di progetti, parchi megalomani, strutture per il sociale, ma gli unici progetti realizzati sono stati quelli in itinere dal nostro operato e mi riferisco ai tanti servizi offerti dall’Ambito e sbloccati proprio da un mio intervento».

In effetti si sono vissuti tre anni di “semina” con diverse “potature” forzate solo all’interno della maggioranza. Divergenze interne che hanno causato malumori e allontanamenti da un “sistema” che nulla faceva riferimento alla tanta decantata “squadra”. Questi sono gli errori in cui non vogliono incappare i due ospiti e a tal proposito Cipriano aggiunge: «si parla di formazioni di gruppi, di squadre. In questi periodi abbiamo avuto modo di confrontarci con loro (tranne con l’ex sindaco) e con loro siamo disponibili ad essere in prima linea quando c’è un progetto politico condiviso ed è quello che ci auspichiamo. Ma quando, invece, si mettono al primo posto i personalismi, a svantaggio della visione politica, saremo sempre dall’altra parte. Si continua a fare recriminazioni e del tutti contro tutti. Una giungla in mezzo alla quale è difficile districarsi».

Ed è proprio Cipriano che illustra nei dettagli la sua “vision” politica per “iniziare” un confronto serio e costruttivo con il “nuovo”: non per forza anagrafico, ma inteso come una nuova visione della politica.

«Oggi la vera novità non è quella di mettere 16 persone nuove al “comando”, oggi la vera novità è vincere le elezioni e “cambiare modo di amministrare”. La novità non è camuffare il “sistema” con il  nuovo, la modernità è cambiare il concetto di visione della politica…, e aggiunge, già all’indomani delle ultime consultazioni, abbiamo iniziato il nostro percorso di confronto, ad aggregare forze che condividono il nostro pensiero, la nostra visione concreta della realtà, e non nascondiamo le nostre perplessità dei “muri” e delle difficoltà incontrate. Gruppi che condividevano (ma ora non più) idee non condivisibili poiché ancora legati con coloro che hanno sempre favorito i propri interessi a discapito della collettività».

Gruppi capeggiati dall’ex sindaco e da Biagio Lusini di cui i due ospiti ne hanno fatto parte e condiviso percorsi decennali: «la nostra presenza qui – continua Salve – è la presa d’atto delle vicissitudini politiche (e non) di questi due gruppi, noi rappresentiamo un disegno condiviso e non imposto, non ci chiudiamo in stanze segrete, anzi preferiamo la luce del sole. Chi grida al tradimento, all’opportunismo e altre amenità di questo genere, dovrebbe tenere conto di questo percorso che abbiamo attuato e che siamo convintissimi di poterlo concretizzare».

Del progetto che prevedere un restyling dell’Ente Comune, ne parla Salve : «nei prossimi anni  ci sarà una vacanza organica che graverà sulla già significativa carenza numerica  del  personale del Comune. Noi attueremo tutto ciò che la legge ci consente per colmare queste “anomalie” che sono state finora  ignorate.  Daremo vita ad un tavolo tecnico permanente che si interessi solo di progettazione, daremo voce all’associazionismo locale con la valorizzazione delle loro mission e vision; si “costruirà insieme” perché è solo con un confronto diretto coi cittadini che “seriamente” si può amministrare. E continua: C’è tanto da fare e  questa nuova fase si apre nella direzione dell’affrontare i problemi e vedremo se ne saremo capaci. Saremo noi stessi i primi giudici a vedere se le nostre capacità o le nostre mancanze sono delle cose reali».

A più riprese i due ospiti ci hanno descritto il loro allontanamento dal “Progetto Civico Teverola Città” come anche le descrizioni dettagliate di alcuni incontri con il loro “Capo”, nonché con i “porta voce” di altri gruppi. Non affronteremo questi aspetti marginali per lo scopo del nostro progetto.

Nel salutare i due “esploratori” gli rivolgiamo la domanda di rito: un augurio al prossimo sindaco? «Che sia il sindaco di tutti».