Giovani in politica per mutare quel modo di fare

Il nostro viaggio continua. #StoryTelling non si ferma. Continuano le nostre interviste ai nuovi soggetti politici, alla ricerca di nuovi sistemi valoriali, etici e di azione sociale. Continuano anche i nostri racconti di viaggio. Con l’uso delle nostre procedure narrative abbiamo semplificato il “politichese” e cerchiamo di promuovere meglio valori e idee. In questa tappa tanto spazio al futuro con l’intervista alla giovanissima Mary Improda. Dove ci porterà il futuro?

Noi di CityTelling e StoryTelling staremo di sicuro con le nostre valigie, ammucchiate sul marciapiede, ed avremo un altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.

Giovani in politica per mutare quel modo di fare, di pensare, di amministrare. Giovani in politica per disegnare nuove modelli partecipazione, al fine di mutare del tutto la cultura fossilizzata in vecchie regole, fatte di personalismi, favoritismi nonché per conferire più fiducia e più certezze alla comunità. Giovani in politica per iniziare un vero e proprio risveglio degli ideali, oramai dimenticati e troppo spesso usati per scopi differenti.

Il governo di una città ha bisogno di modelli e di esempi. Questa è la “ricetta” per il coinvolgimento dei giovani, per incoraggiarli e trasformare la loro passione in una energia “aggiunta” e propositiva per una collettività bisognevole di una sana “rigenerazione”.

Mary Improda, 22 anni, attivista e volontaria, studentessa di lettere e filosofia, appassionata fin dalla più tenera età alla politica, ha messo questa sua passione al primo posto come crescita umana e della sua formazione. Sente prima di tutto il bisogno di fare qualcosa, di essere utile alla sua comunità. Il suo impegno civico, tra la gente e tra i banchi di scuola, piano piano si trasforma in un sentimento politico che matura grazie alle esperienze acquisite durante la crescita…

È proprio di questa sua crescita che Mary ci racconta la sua visione della politica e del suo modo di valutare le risoluzioni alle problematiche che ci angosciano…

“Sicuramente ho meno competenze di quanti hanno scelto la politica come mestiere, ma sono mossa dall’entusiasmo che è un valore aggiunto alla mia volontà di lavorare bene. La mia giovane età è uno strumento per entrare in un determinato processo e influenzarlo, consapevole che l’esperienza dei miei amici  dia forma all’esplosione di volontà di cui sono carica.       

Il “cambiamento” è oggi una parola sempre più ricorrente nel linguaggio politico, è stata usata in passato per slogan futuristici di miei coetanei, e fatta passare per un rinnovamento della classe politica locale: un cambiamento che attende ancora di portare quella rigenerazione che coinvolge tutta la comunità. Sono giovane e consapevole di trovarmi in prima linea, in un contesto sicuramente da  rinvigorire ma, nello stesso istante, sono cosciente di non fare  sconti a nessuno, perché noi giovani siamo stanchi delle vecchie logiche dei soliti noti, responsabili della difficile situazione amministrativa e di una realtà che non rispecchia le esigenze della collettività. La necessità della mia scelta di operare per il prossimo, è scaturita da una personale constatazione: abbiamo affidato il nostro futuro a persone che si sono rilevate incapaci di risolvere le problematiche che angosciano proprio noi giovani. È da questa riflessione che nasce il mio impegno per ripristinare la normalità e creare quei presupposti per non rimanere più fermi nella banchina della stazione dove troppi treni sono passati senza fare alcuna fermata.

Affronto personalmente, questa nuova esperienza politica (in passato ho fatto parte della rappresentanza di istituto dove studiavo) per dare risposte sicure; insieme a tanti giovani come me saremo capaci di affrontare i problemi con responsabilità e determinazione. Sarò chiara, senza giri di parole, senza ricorrere al chiacchiericcio che finora ha caratterizzato la vecchia classe dirigente fatta di persone bene addestrate. È il tempo di trovare le soluzioni e non di affossare ancora di più i problemi perché non c’è più tempo per aspettare. La mia partecipazione attiva vuole anche essere un presupposto per avvicinare i cittadini e, soprattutto, i giovani alla politica, proprio per cercare di collaborare al bene comune, senza fermarsi ai cavilli derivati dal vecchio modo di essere e di fare.”