Tutti i giovani del Presidente…

Un nuovo appuntamento nel solco del percorso lanciato dal progetto #Storytelling. Il progetto, lo ricordiamo, è uno strumento per la valorizzazione del territorio attraverso il coinvolgimento diretto di cittadini. Un modo innovativo o, quantomeno, mai battuto in queste zone, di pungolare attraverso con una serie di interviste, i nuovi soggetti politici che si trovano di fronte a mutamenti storici profondissimi e che hanno la forte necessità di ridefinire l’immaginario e il linguaggio politico, alla ricerca di nuovi sistemi valoriali, etici e di azione sociale e con l’uso di procedure narrative abbiamo semplificato il loro “politichese”, laddove ce n’era bisogno, al fine di promuovere meglio valori e idee.

Oggi incontriamo Alfonso Fattore, 22 anni, studente di giurisprudenza, caparbio, intelligente, decisionista, svelto, troppo svelto e con le idee estremamente chiare. Uno che non teme di puntare il dito verso chi mostra disinteresse per il bene comune, ma si dice disposto a sedersi a un tavolo per trovare punti di contatto con i giovani interessati alla “buona” politica.

Un giovane che sta conquistando un posto al sole nel mondo della politica locale. Fattore si è fatto le ossa per anni attraverso l’ attivismo associativo. Rappresentate di Istituto al Siani di Aversa, anche in questa circostanza si è fatto apprezzare per la sua grande forza di volontà e un buon potenziale

Candidato in pectore per il gruppo che rivede in Tommaso Barbato quale futuro primo cittadino di Teverola, riveste attualmente il ruolo di presidente dell’Associazione Socio-Politico “Città Viva”. “Fin da adolescente mi sono interessato  di politica. – ha spiegato – A 12 anni leggevo “Lezioni di politica sociale” di Luigi Einaudi,  un testo regalatomi da un amico che ancora oggi, non nascondo, rileggo con molto interesse”.

Già presidente del Forum dei Giovani di Teverola, ha colto l’esperienza acquisita per fondare insieme a tanti altri giovani “Città Viva”, un’organizzazione di carattere politico ma di larghe vedute su tutti gli aspetti sociali e culturali, giovane che rappresenta quella  generazione politica che ha fame d’imporsi a livello locale,  fatta di ragazzi che studiano, che offrono il loro sapere,  che conoscono la storia della nostra città e i problemi sociali;  giovani che  cercano soluzioni equilibrate e colte per contrastare quel modo di fare politica superato e che sembra aver offuscato le coscienze della gente.

  “La decisione della mia candidatura è il risultato di una scelta partecipata con persone giovani che hanno condiviso il progetto di Città Viva sin dal primo giorno della sua nascita,  ed altre con esperienza. Candidatura portata dal fatto che la politica a Teverola non ha mai portato nulla che è vicino ai giovani, nonostante i grandissimi sforzi di qualche giovane assessore, ultimamente a Teverola nulla è stato fatto per ricolmare quei vuoti sociali creati da una “politica”(?) poca attenta ai bisogni generali e molto diversificata su interessi “particolari”. Ecco la necessità di continuare il progetto intrapreso con una presenza più diretta nelle stanze decisionali, praticamente colmeremo  quel  bisogno di una spinta nuova”.

Fattore ha scelto di scendere tra la gente, ha conosciuto le persone, ha dato una presenza.  Si concede , alle domande, alle strette di mano. “Per far politica – ci racconta –  bisogna essere aperti, cordiali, curiosi, stare al di fuori da “marchi” troppo serrati, in una collettività abituata ormai ad essere snobbata dai propri idoli”.

Il suo essere “tra la gente” ci insegna come la naturalità sia di quelli che non necessitano neanche di “sperperare” troppo per mostrarsi. Che sia d’ insegnamento per i troppi che sono stati seduti in posti di comando e che non sono aderenti alle scarse capacità dimostrate. In effetti la nostra è stata una storia fatta al livello di “palazzo del potere”.  E l’ospite è uno di quelli che spende il suo tempo per recuperare una dimensione della politica stessa: quella che si fa nei rioni, nella scuola, nelle associazioni, perché è solo li che si può costituire una classe dirigente di consapevolezza, di iniziativa, di idee vicino alla gente.

Fattore ci descrive il suo futuro onere al servizio della collettività: “L’impegno politico deve essere capace e reale secondo la forma tipica del servizio, con un’attenzione diligente e intelligente alla collettività, partendo da chi soffre maggiori disagi. Un primo impegno è l’istituzione di un fondo speciale alimentato con le indennità spettanti alla Giunta comunale e messo a disposizione di una commissione scelta tra i cittadini a favore delle famiglie meno abbienti”.

L’intervistato non trascura altri aspetti che attanagliano la nostra società in particolare il lavoro: Cercheremo fondi con l’eliminazione dello “spreco” questa volta “seriamente” per l’assunzione part time di giovani laureati con un duplice scopo di creare nuove esperienze e formare i nuovi professionisti del domani con tirocini mirati ad incrementare il curriculum dei partecipanti. Attueremo un tavolo di concertazione con le attività produttive che insistono sul territorio per creare nuova occupazione e finalmente faremo quello che finora è stata un’utopia: applicare le norme in vigore per le assunzioni trasparenti per i nuovi insediamenti produttivi.

E ancora idee per i giovani e per il mondo delle associazioni: “Vaglieremo un piano, già in fase di progettazione, che sappia porre in essere una corretta politica sociale, in particolare modo la dispersione scolastica. Come? Progetti, tanti progetti: teatro, sport, cultura, incontri. Sarà nostra premura creare l’alternativa ai giovani, spiegare loro che , meglio qualcosa che offre la  crescita che una rissa per la città. Daremo  al paese il lustro che merita. Ricercheremo le nostre radici, la nostra storia con il vostro prezioso contributo, piccole cose ma fatte insieme perché tutti amiamo la nostra Teverola. Le associazioni , che da sempre sono fucine di idee, dovranno rappresentare i migliori moti di “rivoluzione”, indistintamente dalle fedi politiche”

Anche “partecipazione” figura tra le parole chiave della sua campagna elettorale. Un candidato “tra la gente” è proprio alla gente che deve dar conto del proprio operato sia nel breve che nel medio periodo, sia preventivamente che a consuntivo. “Sarà rivisto il metodo di elaborazione del bilancio comunale, sarà strutturato con il criterio della partecipazione della comunità attraverso la costituzione di rappresentanti rionali, perché è compito di ogni cittadino concorrere a realizzare una realtà nella quale ogni persona possa vivere davvero nella completezza della sua umanità”.

Tante altre idee per le mani e per la testa che l’ospite ci ha rappresentato… e nel salutarci ci siamo ripromessi di rincontrarci, chissà, forse  “anche tra la gente e con la gente…”.