L’INTERVISTA. Il Pd secondo Graziano: «Noi stiamo ricostruendo…»

Abbiamo incontrato l’Onorevole Stefano Graziano, presidente del Partito Democratico (Pd) in Campania. Teverolese, ex deputato oggi è consigliere regionale, da settembre scorso ricopre la carica di Presidente della V commissione Sanità e sicurezza sociale del Consiglio regionale.

In un amabile colloquio di circa un ora, ed incalzato dalle nostre domande, abbiamo passato in rassegna diversi scenari del recente passato e di un futuro abbastanza prossimo.

Un confronto calmo e pacato, con affermazioni sempre suffragate da dati di fatto e padronanza degli argomenti di cui si parlava. Ne è venuto fuori un interessante viaggio all’interno del pianeta Pd. Una meta che avevo sempre sfiorato ma mai esplorato appieno prima. Quasi una località esotica, che c’ha piacevolmente colpito.

Onorevole Graziano, l’esperienza del Pd è conclusa?

Il Pd è l’unico partito che ancora esiste. La nostra prossima sfida è il Congresso di febbraio. Getteremo le fondamenta per costruire un grande palazzo. Arriveremo alle Europee con un nuovo segretario ma il lavoro è sul medio lungo periodo. Il nostro orizzonte è di 4 anni e quindi non solo le Europee, ma anche le Regionali e le prossime politiche.

Dal congresso uscirà un nuovo partito o un partito con gente nuova?

Il Pd ha bisogno di rinnovarsi. Rinnovarsi nelle persone ma, soprattutto, nello stabilire chi si vuole rappresentare. Credo che su questo tema ci sia stato un errore di fondo nell’ultimo periodo che ha portato alla sconfitta alle elezioni politiche. Il Congresso servirà soprattutto a stabilire la nostra linea politica, chi vogliamo rappresentare? Discuteremo fra di noi anche delle tematiche della sicurezza oltre che di sanità e ambiente. Ne usciremo con una idea comune dalle politiche territoriali a quelle internazionali passando per le politiche comunitarie.

Come andranno le Elezioni Europee?

Penso che ci sarà una ripresa. Non ci sarà un mio impegno in prima persona come candidato. Sono presidente della Commissione Sanità della Regione Campania e resterò lì a lavorare per la sanità campana.

Torniamo un po’ indietro, a marzo 2018. Cosa è successo? Cosa non è andato?

Il risultato di marzo è stato il frutto di errori politici e di comunicazione. Dal 2011 ci siamo caricati dell’onere di essere al Governo del Paese. Sono stati gli anni dei sacrifici, della barra dritta in economia  e dei conti da mettere in ordine,  e da questa situazione  abbiamo pagato un prezzo altissimo. Abbiamo fatto delle grandi riforme, ma essere riformisti ha il suo rovescio della medaglia. Quando si vanno a cambiare delle cose si possono creare fraintendimenti che portano ad allontanare i cittadini dal partito.

Accennava a problemi di comunicazione…

Sì, ci sono stati problemi di comunicazione, e spesso anche di metodo. Sulla scuola, ad esempio, abbiamo fatto un lavoro enorme: immettendo in ruolo oltre 130.000 persone, ma poi ci siamo inventati l’algoritmo… Una marea di assunzioni, uno scopo giustissimo come la fine del precariato ma un mezzo come l’algoritmo che ha vanificato tutto. Si sono sottovalutati gli effetti in quel caso come in altri.

Stefano Graziano Pd

“Noi ci organizzeremo e quando si voterà si vedrà. Non ci faremo trovare impreparati”.

Ma gli  elettori… torneranno?

Penso di sì. Dovremo essere bravi noi a ritornare fra la gente.

Cambieranno idea loro o cambierete voi?

Il nostro lavoro sarà quello di spiegare come stanno veramente le cose. Non ci sono altri modi: dobbiamo riconquistare i nostri elettori sui temi. Punto.

Sicurezza: un tema di destra o di sinistra?

È un tema di sinistra più di quanto si pensi. Perché mi fa pensare alle persone che abitano le periferie di questo Paese e che hanno paura. La politica deve  tutelarli, e rendere sicure le periferie, perché queste persone, che magari con sacrificio hanno acquistato una casa lì, non avranno mai la forza economica nemmeno di cambiare quartiere, figurarsi andare in centro o cambiare città.

Quali possono essere i punti cardine e su cosa si deve lavorare molto per recuperare?

Il lavoro è il tema di fondo. Dobbiamo fare grandi investimenti sullo sviluppo. Se non si crea sviluppo non c’è occupazione,  e senza occupazione non si ingrana la macchina della spesa. Noi ad esempio abbiamo creato con il Jobs Act un milione di posti di lavoro di cui settecentomila a tempo indeterminato. È quella la strada: creare lavoro, assumere.

A lei piace come si sta muovendo il governo Lega – 5 Stelle?

Mi danno l’impressione che fra un anno e mezzo saremo in un’altra era geologica. Sono due forze troppo diverse tra loro, dal punto di vista politico, e questa differenza di vedute farà saltare la tenuta del Governo. Non accadrà subito, ma succederà. Appare evidente che i 5 Stelle sono stai gabbati dalla Lega.

Perché non avete dato vita voi Democratici  ad un governo coi 5 Stelle?

Noi le elezioni le abbiamo perse. E chi perde va all’opposizione, non sta in maggioranza, non forma il Governo. La Lega ha vinto perché ha superato Forza Italia e bypassato l’alleanza di centrodestra, i 5 Stelle hanno vinto. Devono governare loro. E poi il Pd ha idee completamente diverse, non avremo mai potuto formare un Governo con loro.

Allo stato attuale è possibile costruire un’alternativa a questo Governo?

Noi stiamo ricostruendo. Ci vuole tempo. Non credo accadrà domani la caduta di questo Governo. Noi ci organizzeremo e quando si voterà si vedrà. Non ci faremo trovare impreparati.

Michele Docimo