IL PROCURATORE CURCIO E IL SOTTOSEGRETARIO ALL’ AMBIENTE MICILLO ALLA GIORNATA IN MEMORIA DI GENOVESE PAGLIUCA

TEVEROLA – In memoria di Genovese Pagliuca, il ragazzo di Teverola ucciso dalla camorra nel 1995, si svolgeranno sabato 19 gennaio, nel giorno dell’anniversario della sua uccisione, diverse iniziative rivolte a giovani e adulti.

La giornata prenderà il via alle 10, nell’aula conferenze del plesso scolastico  con la cerimonia di premiazione del premio giornalistico “Io non ho paura”, promosso dall’associazione Si Teverola onlus, con Csv Assovoce, Migrazioni, Istituto comprensivo Ungaretti.

All’iniziativa patrocinata dal Senato della Repubblica e dalla Regione Campania, prenderà parte il gruppo Agesci Succivo 1 che, dopo il premio, raggiungerà il cippo marmoreo intitolato a Pagliuca per esibirsi in una canzone scritta per la vittima innocente di Teverola.

Nel pomeriggio, alle 17, promosso da Si Teverola onlus, Comitato Don Diana e Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti di camorra, si terrà un convegno dal titolo “ L’innocenza delle vittime rigettate”. A prenderne parte sarà Francesco Curcio, oggi procuratore capo di Potenza, che da pm della Dda di Napoli ha seguito le indagini e il processo sull’omicidio di Pagliuca, ritenuto vittima innocente della camorra da una sentenza giudiziaria passata in giudicato e ancora in attesa del riconoscimento ufficiale dello status di vittima da parte del Ministero dell’Interno.

 Con Curcio ci saranno il sottosegretario del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Salvatore Micillo, il giornalista Sandro Ruotolo, l’avvocato della famiglia Pagliuca Giovanni Zara, il segretario della commissione regionale antimafia Vincenzo Viglione.

Il convegno che sarà introdotto dal presidente di Si Teverola onlus Antonio Zacchia e coordinato dal coordinatore del Comitato Don Diana Valerio Taglione, ospiterà le testimonianze di Giovanna e Carmela Pagliuca, sorelle di Genovese; Nicola Barbato, poliziotto insignito della medaglia d’oro al valor civile per aver difeso le vittime del racket; Salvatore Di Bona, figlio di Antonio Di Bona vittima innocente di camorra. Seguirà, alle 19, una fiaccolata con partenza in via Cavour e arrivo in via Roma, dove in prossimità del cippo marmoreo dedicato a Genovese, ci sarà una maratona di lettura con la partecipazione del parroco di Teverola don Evaristo Rutino.