Il cane che morde l’uomo non fa notizia. E il cane che morde Veltroni?

«Il cane che morde l’uomo non fa notizia… ma un uomo che morde un cane sì». Questa massima, datata 1882, è attribuita a John B. Bogart, caporedattore del New York Sun, di solito viene citata nelle prime lezioni a tutti i reporter, specie per chi approccia il favoloso mondo del giornalismo “all’americana”.

È notizia tutto ciò che è nuovo e tutto ciò che può sembrare uno “scarto” a quello che per noi può rappresentare la normalità.

Notizia, in fondo, in inglese si traduce con news ed in francese con nouvelle. Termini che fanno pensare al nuovo.

In italiano, invece, aiutandoci col dizionario leggiamo notìzia s. f. [dal lat. notitia, der. di notus «conosciuto»]

Nel provare a fare una sintesi possamo dire che “Una notizia è tutto ciò che è nuovo, mai pubblicato, insolito e interessante in senso generale”[1]

I giornali, i siti di informazione, i telegiornali e i giornali radio devono “reperire informazioni nuove su questioni di pubblico interesse”[2] e fornirle al proprio pubblico nel modo più accurato possibile. L’intermediazione dei giornalisti, a questo punto, è proprio questa: fornire a lettori e ascoltatori qualcosa di nuovo.

La domanda quindi è: “Come si stabilisce l’interesse generale?”. I giornalisti  cercano di rispondere a questa domanda ogni giorno decidendo se una storia è una grande notizia, una notizia o una cazzata, decidendo le righe, il trafiletto, l’apertura, il taglio.

Da sempre, per chi è alle prime armi, la risposta a questa domanda è uno dei misteri più belli di questa amata/odiata professione. Ma c’è anche un’altra domanda a cui dobbiamo dare risposta: “il cane che ha morso l’ex sindaco di Roma ed ex segretario Dem, Walter Veltroni, fa notizia?”

Che ne dite se proviamo a rispondere?  Seguitemi, ci addentriamo nell’universo della “notiziabilità” (newsworthiness).

Esistono dei criteri: delle linee guida mai scritte, ma che da sempre vengono seguite dai reporter di tutto il mondo. Un mezzo decalogo che aiuta i giornalisti a capire fra migliaia di fatti che accadono quali possono essere notizia, notiziona o cazzata.

Il primo criterio l’abbiamo già abbondantemente esaminato: è notizia quello che rappresenta una novità o di differenzia dalla normalità.

Il secondo criterio, quello dell’impatto, dice che è notizia tutto quello che interessa la vita civile, politica, culturale, sportiva ed economica di una comunità ossia tutte le informazioni che hanno conseguenze sulla vita del pubblico e lo aiutano a fare delle scelte.

Un altro criterio che prende in considerazione il giornalista è quello della dimensione: se un fatto coinvolge tante persone diventa una notizia.

Esiste, poi il criterio della vicinanza: un fatto diventa notizia quando riguarda da vicino il mondo del proprio lettore o spettatore.

Scavando scavando nei criteri della notiziabilità troviamo, finalmente, quello che ci fa rispondere anche alla seconda, e più attuale, domanda. È il criterio della fama: un fatto, sia pure poco significativo, diventa notizia quando riguarda qualcuno di famoso.

Tornando all’attualità, dunque, “Il cane che morde l’uomo non fa notizia…” ma il cane che morde Veltroni sì.

“Il cane che morde l’uomo non fa notizia…” ma il cane che morde #Veltroni sì.Click To Tweet

Possiamo concludere dicendo che ci sono fatti che anche se non hanno un pubblico interesse creano grande interesse nel pubblico. Cerchiamo, però, di non cadere in questa trappola poiché dal criterio della fama al gossip ed il click baiting il passo è davvero breve.

Nel prossimo post approfondiremo ulteriormente, lasciando in pace Veltroni, i criteri di notiziabilità e indagheremo i valori delle notizie.

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[1] D. RANDALL, the Universal Journalist, London, Pluto press, 20073

[2] ibidem

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